logo chianti storico image chianti storico


logo castellinalogo gaiolelogo radda

imageStoria di Radda in Chianti

Radda in Chianti è uno stupendo paese incastonato fra le colline chiantigiane nel centro della Toscana. Il borgo mediovale, conservatosi intatto fino ai nostri giorni, è circondato da boschi e campi di olivi e di viti. Radda in Chianti si trova a 535 metri sul livello del mare, a metà strada fra i centri artistici e culturali di Firenze e Siena.

Le sue origini risalgono al 2000 a.C., come testimoniano gli scavi di Poggio La Croce dove sono stati riportati alla luce i resti di un antico villaggio. Successivamente furono gli Etruschi ad abitare queste zone, ma l’aspetto che presenta oggi il paese si è formato nei periodi bui dell’alto Medioevo. Il castellare di Radda in Chianti racchiude entro le cerchia delle sua mura la piccola cittadina che on le frazioni raggiunge i 1700 abitanti le cui principali attività sono l’artigianato e la produzione di pregiati vini ed oli. Più recentemente si sono sviluppati servizi e strutture ricettive legate ad un turismo amante della natura, della buona enogastronomia e del semplice e schietto stile di vita chiantigiano.

Il territorio di Radda in Chianti si estende nel cuore delle colline del Chianti dove per secoli ha conservato intatto il suo fascino.

Le origini di Radda in Chianti risalgono al 2000 a.C. quando sulla cima del Poggio alla Croce si stabilì un gruppo umano. Resti dell’antico villaggio ed alcuni reperti sono stati riportati alla luce negli ultimi anni. In epoca successiva si hanno poche tracce del popolo Etrusco del quale però si può ipotizzare la presenza. Nel V sec. d.C., quando l’Impero Romano cadde a causa delle invasioni dei barbari, il Chianti era formato da piccoli villaggi di 5 o 6 case i cui nomi risuonano ancora oggi; Radda, Monterinaldi, Volpaia, Castelvecchi.

Nel IX –X sec. d.C., con l’assestarsi della società feudale iniziò l’incastellamento del Chianti che era a quei tempi in mano ai conti Guidi e ai Marchesi di Toscana; Radda in Chianticominciò a popolarsi e ad accrescersi.

Nel 1100 Radda (il sui nome “Ratta” compare in un documento storico del 1003) era il centro più popolato e importante fra quelli intorno, data anche la sua collocazione centrale e la vastità delle terre che poteva controllare.

Dal momento della nascita dei Comuni e fino al 1500 Radda in Chianti si trovò al centro dei conflitti tra Siena e Firenze che si combattevano fra loro per la ripartizione delle terre di confine. Quando la Repubblica di Firenze, a partire dalla metà del XIII secolo, organizzò i popoli del suo contado in “leghe”, il territorio del Chianti andò a formarne una delle maggiori.

Capoluogo di un terziere e poi dell’intera Lega fu il castello di Radda che divenne sede del Podestà. Il seicento è stato definito il secolo del Chianti perché è da allora che viene conosciuto grazie al suo vino che già da metà del ‘500 veniva esportato in Inghilterra. Nascono in quegli anni anche le fattorie e le ville signorili dei proprietari che venivano a trascorrere il periodo estivo in campagna, basti ricordare la famiglia Strozzi o i Pazzi di Firenze.

Negli anni ’50 Radda, come tutti i paesi del Chianti, ha conosciuto l’abbandono delle sue terre e dei suoi casolari. Con la riscoperta degli anni ’70, i vecchi terrazzamenti a viti ed olivi oramai incolti hanno lasciato il posto ad una coltura più intensiva ed estesa con la conseguente ripresa attività delle numerose Aziende Agricole grandi e piccole presenti nel territorio che è interamente compreso entro i limiti del Chianti Classico.

A fianco della produzione di vino e olio, le cui ottime qualità si sono affermate anche all’estero, si sono diffuse negli ultimi anni nuove attività nel campo dell’artigianato e della piccola e media impresa in particolar modo nel settore edile, del mobile, del cotto tradizionale e della ceramica. Con l’avvento del turismo si è sviluppato un nuovo settore che ha visto nascere numerose strutture ricettive in special modo agrituristiche.

Oggi l’antico castellare di Radda racchiude entro la cerchia delle sue mura il vecchio borgo medioevale rimasto intatto, si può ancora ammirare il palazzo del Podestà, al centro del paese, costruito nel ‘400 con al suo interno un bell’affresco cinquecentesco di scuola fiorentina. Di grande interesse sono gli stemmi esterni del Palazzo, datati dal ‘400 al ‘700; uno in particolare, appena sotto il loggiato, in pietra arenaria è degno di menzione, si tratta infatti dello stemma di Francesco Ferrucci “l’eroe di Gavinana” che fu Podestà di Radda nel 1527 in un periodo fra l’altro molto turbolento, durante la discesa in Italia di Carlo V. Di fronte al Palazzo Comunale la Chiesa di S. Niccolò con al suo interno un Crocifisso ligneo del 1500 molto venerato dalla popolazione. Di notevole interesse la piazzetta del Castello, il Camminamento Medioevale, la Ghiacciaia Granducale e la passeggiata delle mura.Nei dintorni il Convento Francescano di S. Maria in Prato, la cui storia prende l’avvio nel medioevo, ristrutturato nel ‘700, ha al suo interno un’opera di grande valore: la “Madonna con Bambino” di Neri Bicci datata 1474, il borgo medioevale di Volpaia dove sorse un edificio religioso decisamente insolito, la chiesa di Sant’Eufrosino a Volpaia, detta “La Commenda” (1443), i castelli di Albola e Monterinaldi, il borgo di Badia a Montemuro detto la “Badiaccia”. Una significativa testimonianza dell’antica organizzazione religiosa viene dalla Piave di Santa Maria Novella che, per quanto rifatta internamente nel secolo scorso, mantiene l’impianto originale, come dimostrano i ricchi capitelli romanici, interessante il fonte battesimale con piastrelle maiolicate di scuola robbiana.

Il centro storico di Radda in Chianti è situato ad una altitudine di circa 530 m., il suo territorio ha un’estensione di circa 80 chilometri quadrati e conta 1600 abitanti. È gemellato con il Comune di Saint Brice in Francia nel territorio del Cognac. Le affinità delle colture, dei luoghi, della storia e dei suoi abitanti sono state ufficializzate nelle due cerimonie dell’Aprile 1997 a Radda e del settembre 1997 a Saint Brice.

Radda, così come il suo territorio, è ricca di pievi, castelli e monumenti di grande interesse da visitare. Di seguito vi proponiamo una breve descrizione di ognuno di essi.

Palazzo de Podestà

Il palazzo costruito nel ‘400 fu completamente distrutto durante l’invasione aragonese del 1478. L’edificio fu in seguito ampliato nel 1700 quando vennero aggiunti il secondo piano e le carceri; per più di quattro secoli il palazzo è stato sede dell’amministratore di giustizia per le Comunità del Chianti. Di grande interesse sono gli stemmi esterni al Palazzo, oggi sono 51 dei quali 3 del ‘400, 25 del ‘500, 16 del ‘600 e 7 del ‘700; appena sotto il loggiato in pietra arenaria si trova lo stemma di Francesco Ferrucci che fu Podestà di Radda nel 1527. Al primo piano dell’edificio si trova l’affresco cinquecentesco di scuola fiorentina, da poco tornato dal restauro.

Convento Francescano

La storia di Santa Maria in Prato prende l’avvio nel Medioevo, anche se l’aspetto odierno dell’edificio e dell’attiguo convento è piuttosto settecentesco: a quell’epoca risalgono appunto la ristrutturazione pressochè completa di quello che doveva essere un oratorio romanico.Nella storia della Chiesa quattrocentesca è da segnalare l’acquisizione di un’opera di grande valore, la “Madonna con bambino tra i santi Niccolò, Giovanni Battista, Maria Maddalena e Antonio Abate” di Neri di Bicci e datata 1474. Nel 1708 l’oratorio venne donato ai Padri riformatori. Il convento visse fino al 1866 quando fu soppresso dal Governo Italiano. Nel 1935 il complesso di Santa Maria in Prato fu acquistato dalla Provincia Toscana delle Sacre Stimmate dell’Ordine dei Frati Minori e i Francescani lo hanno abitato fino al 1974. Grazie ad una iniziativa della Fondazione il Convento, attualmente fatiscente e in parte distrutto verrà ristrutturato ed adibito a museo d’arte sacra.

Propositura di San Niccolò

È nel centro storico di Radda in Chianti e visi accede salendo un’ampia scalinata. È abbellita da una nuova facciata in cui domina un grande arcone cieco, che protegge un affresco eseguito dopo il restauro avvenuto ai primi del ‘900, ad opera del Coppedé (come d’altro canto la Fontana nella Piazza). Al fianco è possibile ancora visitare un’ampia cappella, tutt’ora sede della Compagnia della Misericordia risalente al XII sec. L’interno è semplice, ad una sola navata e tetto a capriate e contiene un crocifisso ligneo del XV secolo la cui presenza è da attribuirsi ad una Compagnia di Penitenza che stabilmente dimorava a Radda.

La Ghiacciaia Granducale

Le “Ghiacciaie” furono costruite in epoca Granducale in diverse parti della Toscana: alcune costruite in forma piramidale, altre come quella di Radda furono realizzate seminterrate a sezioni di tronco di cono. Durante l’inverno la neve veniva accumulata nel “refrigeratoio” (la Ghiacciaia) e pressata. La tecnologia costruttiva adottata, lo spessore delle mura, l’esposizione a Nord permettevano una perfetta trasformazione in blocchi di ghiaccio.

Albola

Il borgo è situato a 602 m. s.l.m. nelle vicinanze della sorgente del Pesa, sopra un poggio, il suo nome deriva probabilmente dall’Etrusco Ambula. Albola comprende il castello ancora discretamente conservato, costruito intorno all’anno mille, la chiesa da un lato e la casa “canonica” da un altro circondati da un muro con terreno pensile.

SantaMaria Novella

Chiesa romanica ubicata a 478 m. s.l.m. a tre navate completamente rifatta agli inizi del secolo scorso e caratterizzata dagli affreschi e dalla decorazione delle volte di stile neoclassico.Interessante il fonte battesimale con pannelli maiolicati di stile robbiano.Della primitiva costruzione sonovisibili all’esterno le tre absidi e colonne con capitelli originari.Assunse grande importanza nel XII sec. quando prelati di alta caratura tra cui il Cardinale Giovanni Colonna, gestirono amministrativamente questa ambita Pieve, la cui bella posizione è pari alla struttura.

Volpaia

Volpaia è ricordata per la prima volta come “Curte et Castello di Vulpaia” in un documento dell’abbazia di S. Lorenzo a Coltibuono del 1172. Alla fine del XII e all’inizio del XIII sec. sorgono le prime mura difensive, costruite con la locale pietra arenaria e con grande accuratezza nel rivestimento. Ma è nella prima metà del ‘300 che Volpaia assume reale importanza perchè diventa uno dei principali centri della “Lega del Chianti” nel contado di Radda. Per la sua posizione favorevole e sopraelevata diviene ben presto un castello fornito di una vera e propria cinta muraria con forma pressapoco ellittica e torri di difesa a pianta quadrangolare, di cui oggi ne rimane solo una parte. Da notare un’altra torretta cilindrica a nord di epoca posteriore. Non restano, invece, tracce dell’unica porta di accesso che probabilmente si trovava in corrispondenza della via che divide l’abitato in due parti. Solo successivamente, e cioè intorno al 1500-1600, il castello perde la sua funzione puramente difensiva e vengono costruite nuove porte. Sempre del ‘300 è la chiesa parrocchiale dedicata a S. Lorenzo, ora adibita a tinaia, che presenta un portale a sesto acuto.Nel 1443 venne istituita a Volpaia la commenda di S.Eufrosino, dinanzi all’antica porta del castello, per volere del signore del luogo, con lo scopo di ospitare e soccorrere pellegrini e viandanti (il sito di questo ospedale è indicato da una croce di Malta scolpita su un’architrave). L’edificio presenta i caratteri del primo Rinascimento fiorentino, come la semplice struttura rettangolare e il contrasto tra il grigio della pietra serena utilizzata per gli elementi ornamentali e il bianco delle pareti.Le costruzioni esterne alla cinta muraria sono poche, tutte attestate per la prima volta in documenti di fine cinquecento.

Esposizioni di Opere Sacre

L’abbandono delle campagne e la conseguente chiusura di molte chiese hanno portato alla ricerca di un ambiente idoneo per la conservazione di numerose opere d’arte esistenti nei dintorni di Radda in Chianti. La scelta, proposta dalla Diocesi di Fiesole, dall’Amministrazione comunale di Radda in Chianti, dalla Sovrintendenza ai beni artistici e storici per le provincie di Siena e Grosseto e dalla Fondazione per la tutela del territorio del Chianti classico per la salvaguardia e conservazione storico, culturale e artistica della zona, si è indirizzata sull’ex convento francescano di Santa Maria in Prato a Radda in Chianti. Oltre alle opere provenienti dalle chiese presenti nel comune di Radda in Chianti, nell’esposizione museale si conservano numerose opere raccolte in quelle circonvicine, per le quali si rimanda alle ubicazioni originarie.

Sono da segnalare per la loro importanza – un polittico attribuito a Bernardo Daddi, raffigurante la Madonna col Bambino, Santa Lucia, San Zanobi,I papa e la Maddalena, proveniente dall’antico oratorio di San Pietro del castello delle Stinche e, poi, collocato nella chiesa di San Martino a Monterinaldi, (la predella con l’Annunciazione tra i Santi Pietro e Girolamo, costituente in origine il coronamento della tavola e recentemente riferita all’ambiente fiorentino del secolo XV, attualmente si trova presso il laboratorio di restauro della Pinacoteca di Siena), una terracotta policroma con Sant’Antonio da Padova del Collina del 1700, un’altra terracotta raffigurante la Madonna del Conforto del 1700 di autore anonimo, un dipinto su tela con il Martirio di Santo Stefano opera di pittore riformato fiorentino degli inizi del secolo XVII, proveniente dalla canonica della chiesa di San Niccolò a Radda, due tele di Francesco Curradi raffiguranti rispettivamente il Matrimonio mistico di Santa Caterina d’Alessandria, recante la firma dell’artista stesso., e la Madonna col Bambino fra Santo Stefano e San Giovanni Evangelista del secolo XVIII. Nella raccolta vi sono numerosi arredi sacri fra cui un ostensorio in argento sbalzato del 1600, calici in argento (1700-1800) e in metallo turiboli seisettecenteschi, un secchiello in bronzo del 1600 reliquiari in legno intagliato e dorato (1600-1800) candelabri in bronzo e in legno (1600-1800). Numerosi anche i paramenti liturgici, fra i quali pianete in seta e oro, ricamate (1500-1700), un velo omerale del 1600. Sono anche raccolti corali, antifonari e messali. Sono da segnalare, infine, collocati entro bacheche, gli ex voto donati in riconoscenza al miracoloso Crocifisso ligneo che si conserva nella chiesa di San Niccolò a Radda.

L’area archeologica di Poggio La Croce: Attività

Il sito archeologico è composto da due aree distinte, nella prima sono visibili i resti archeologici dei vari insediamenti che vi sono stati realizzati dai differenti gruppi culturali che vi hanno abitato, nella seconda vengono realizzate attività di archeologia sperimentale. Queste attività insieme ad altre occasioni di socializzazione fanno parte di un centro regionale localizzato sul sito archeologico di Poggio La Croce a cui partecipano i ragazzi ed i giovani dei comuni del Chianti. Durante l’anno l’area è sempre visitabile anche in maniera autonoma per mezzo di materiale informativo reperibile direttamente sul sito archeologico. Nel mese di Ottobre si svolge la manifestazione “Mese per l’Archeologia del Chianti” durante il quale è visitabile lo scavo archeologico mentre sono in corso le attività di ricerca e sono programmate manifestazioni sui beni culturali sull’intero territorio chiantigiano. Nel paese di Radda in Chianti è visitabile su prenotazione il Laboratorio della Memoria dove sono provvisoriamente raccolti i materiali archeologici provenienti dallo scavo e dove si svolgono le attività inerenti la fruizione del sito archeologico. Il progetto di ricerca, la sua esecuzione e le attività di fruizione sono realizzate a cura della Cooperativa ArcheoProgetti di Impruneta. L’intero programma sul territorio chiantigiano che la Cooperativa ArcheoProgetti sta realizzando è il frutto della stretta collaborazione fra la Soprintendenza Archeologica per la Toscana, le Amministrazioni locali e la Fondazione per la Tutela del Territorio del Chianti Classico.
Per ulteriori informazioni e prenotazioni:
0577.738.189 – 055.231.36.62
ArcheoProgetti (Maggio 1998)

© 2007 chiantistorico.com
Sito ufficiale Pro Loco Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti e Radda in Chianti.
Ultimo cambiamento: 24. 04. 2008