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imageAlfonso Sderci

Storia di Gaiole in Chianti

Vari valenti storici, che nel tempo si sono occupati del Chianti, ci dicono che gli Etruschi chiamavano ”CLANIS” il piccolo fiume che nasceva e nasce due passi dal loro villaggio di Cetamura (vedi Florida State University e chiantinet), vicino a Badia a Coltibuono. Oltre che tombe ed insediamenti, nomi come ”Vertine”, ”Rietine”, ”Nusenna”, ”Ama”, ”Argenina” e ”Spaltenna”, attestano tutt’oggi la forte presenza di questo affascinante popolo di bravissimi agricoltori nella nostra terra.

Il territorio fu poi chiamato ”CLANTIA” dai Romani, e il medesimo nome ricompare ancora nel 790, quando il Castello di Tornano, che si trova nella vicinanza meridionale di Gaiole, viene menzionato in un atto di donazione come ”CURTE IN CLANTI CUM INTEGRO SALINGO”.

Dopo la vittoria dei Fiorentini sui Senesi nel 1174, il nome del ”CHIANTI” diventa usuale quando poi questi primi annettono il territorio che comprende in grosso modo i tre comuni di oggi: Castellina, Radda e Gaiole.

Il fatto che la linea di confine tra i due rivali si trovava nel cuore del territorio comunale e che i Fiorentini e i Senesi continuarono a contestarsi il territorio, intensificò la fortificazione della zona del Chianti, specialemente di Gaiole, come dismostrano tutt’ora i tanti suggestivi borghi e castelli.

Ancora nel XV secolo troviamo il nome di oggi, quando la valle del fiume Massellone, che sorge sopra Gaiole, è documentata come ”VALLE DEL CHIANTI”.

La felice posizione del Chianti, col suo clima mite e salubre senza palude, e con la sua terra fertile spingeva dunque Fiorentini e Senesi ed i loro alleati a prendersi e riprendersi il territorio, sottoponendo cosi la popolazione a sofferenze quali saccheggi e carestie fino alla caduta definitiva della Repubblica Senese nel 1555.

Il Castello di Brolio, già proprietà della famiglia Ricasoli nel 1141, fu da questo tempo avamposto della Repubblica Fiorentina verso Siena, e per questo fu preso e saccheggiato tre volte bensiché per breve periodi nel XV e XVI secolo.

Nel corso del 1800 il signore del Castello Ricasoli, il barone Bettino, ”Barone di Ferro”, dette la composizione degli uvaggi: sangiovese, canaiolo, malvasia e trebbiano in proporzioni ben definite per produrre il vino Chianti, del quale cresce sempre di più la conoscenza in tutta Europa. Il nome ”Chianti” per un tipo speciale di vino da pasto fu però già usato dal XV secolo. Lo stesso Bettino Ricasoli fu due volte capo del governo del nuovo Regno d’Italia e fu grande studioso e sperimentatore agricolo.

Nell’anno 1932 è tale la richiesta di vino Chianti nel mercato europeo che un decreto legge del governo di allora aggiunge alla nostra storica area di produzione molte altre zone vicine e lontane, appellando il vino prodotto o vino Chianti classico, o vino delle colline del Chianti. Di seguito vengono a formarsi due contrapposti consorzi di produttori.

Ci troviamo allora oggi portatori di una tradizione vinicola antichissima, cominciato perfino molto prima del tempo degli Etruschi, dato che sono state ritrovate alcune viti fossili vecchie decine di migliaia di anni.

Il Chianti storico (Castellina, Radda e Gaiole) è dunque il vero e puro ”CHIANTI”, sia dal punto di visto storico-culturale, sia dal punto di visto enologico. Benvenuti!

Si ringrazia lo storico Gaiolese, Alfonso Sderci, per la preziosa collaborazione.

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Sito ufficiale Pro Loco Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti e Radda in Chianti.
Ultimo cambiamento: 15. 09. 2008